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I tre artisti presentati dallo Studio S - Arte Contemporanea con le opere rientrate dalla XII Biennale Internazionale d'Arte del Cairo - VALERIA CORVINO, PAOLO GUIOTTO e RITA MELE - cedono il passo, a partire dal 20 aprile, ad altri tre nomi, anche questi per la prima volta presentati dalla galleria, protagonisti di una diversa partita aperta dallo Studio S con i critici ed il pubblico nel contesto di un'esposizione giocata sulle pedine della tradizione e della novità. In ordine alfabetico: ANDREA PACANOWSKI (Roma, 1962), ANDREA PILI (Cagliari, 1977) e CARLO VENTURI (Senigallia, 1955), nati fotografo il primo, pittore il secondo ed incisore e scultore il terzo, in questa occasione alfieri di maniere diverse di intendere e di fare pittura, realizzando ciascuno un suo "modo" di dipingere, rispettivamente con la fotografia, con il volume, con la scultura.
Nasce fotografo di moda ANDREA PACANOWSKI, romano di origine polacca, diploma del liceo artistico e tirocinio nel rinomato studio fotografico di Alberta Tiburzi, servizi per Marie Claire, Elle, Vogue Italia, L'Uomo Vogue, Cosmopolitan, Kult e numerosi soggiorni all'estero, principalmente in Canada e negli USA: globetrotter dall'obiettivo mobile, è passato dalla moda alla fotografia creativa dopo venti anni di glamour in giro per il mondo, in un processo di continua sperimentazione e dialogo con le tendenze dell'arte contemporanea. L'adozione di una tecnica particolare, insolita e criptica ad un'osservazione superficiale, gli permette oggi di trasformare il linguaggio fotografico in linguaggio pittorico, con risultati di fusione dell'una e dell'altra disciplina dando vita ad una foto-pittura che non si avvale di interventi pittorici a posteriori sulla stampa fotografica ma trasforma la foto stessa in opera pittorica e la pittura in fotografia, essendo quest'ultima il risultato finale della sua ricerca.
ANDREA PILI, da Cagliari trasferitosi a Roma per studiare scenografia all'Accademia di Belle Arti, esperto in restauro e con un Master in grafica pubblicitaria, editoriale e web design, ama spaziare dalla pittura alla scultura e fondere i diversi linguaggi: nelle opere inedite presentate in questa mostra dipinge corpi femminili plasmandoli e facendoli uscire, quali particolari di bassorilievi, dalle tele indurite con resina, colla e colore. In altre occasioni l'artista crea rilievi di forme utilizzando i materiali più vari, dal legno al gesso e alla creta, oppure ricreando oggetti comuni - utensili da cucina, libri, frutti - e recuperando oggetti abbandonati destinati a sopravvivere nella tela alla distruzione della matrice originale. Questa mostra è dedicata al corpo della donna rivisitato in una serie di particolari e presentato da una quasi monocroma colorazione dei volumi che lo ricreano sulla tela.
Se Andrea Pili è l'artista della pittura-volume, CARLO VENTURI, scultore e xilografo, docente di incisione, marchigiano operante a Roma, collezionista di premi, e per la scultura (Roma, 1984) e per l'incisione (Biella, 1990), presenta ora opere che uniscono alla scultura la pittura, dipingendo lamine di ferro e forme plastiche in legno, quasi a segnare una nuova fase creativa dopo i marmi classicheggianti, le ludiche costruzioni in legno e bronzo, le macchine per adulti che amano giocare. Come egli stesso dichiara, ha trovato un nuovo equilibrio tra gli elementi che nel passato hanno caratterizzato le sue sculture, alla ricerca ora di forme pure, dalle superfici lisce, arricchite dal segno e dal colore, che possono talora apparire complesse ma che agli occhi dell'artista sono essenziali interpretazioni di temi semplici e primari. Sono anche un invito a restare nel mondo candido di un'infanzia non corrotta dai tempi e a continuare a giocare.
Allo Studio S ancora un'esposizione che tenta di offrire alla critica ed al pubblico "modi di fare arte" che abbiano un particolare significato: partono infatti da mezzi di espressione tradizionali - la pittura, la scultura e la fotografia, anche quest'ultima finalmente accettata tra i media ormai classici di esprimersi - e approdano a ricerche e sperimentazioni che si propongono quale frutto di un procedimento che li fonde e confonde, affronta e rivisita, dall'uno e dall'altro attingendo per raggiungere un diverso risultato finale. Dove la novità è il virgulto che si inserisce sul tronco portante della tradizione.
Carmine Siniscalco
Modo e modo e modo di dipingere
Dal 20 aprile al 21 maggio 2011
Studio - S Arte Contenporanea
Via della Penna, 59, Roma
Orario: 15.30-19.30 lun-ven il sabato 11.00-13.30 / 15.30- 19.30
A cura di Carmine Siniscalco
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