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Federico e Marcello: due amici |
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Scritto da Carlo Valenti
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Come tutte le mattine Federico Fellini aspettava fuori dal bar Canova di Piazza del Popolo la macchina della produzione che lo avrebbe condotto a Cinecittà. Il giornalista Mollica è lì che lo trova seduto ad un tavolino. Si salutano e Fellini gli dice di aver cercato al telefono "Marcellino" (così chiamava Mastroianni) quella mattina, ma gli era stato risposto che era partito per la Grecia. Mollica entra nel bar e nella sala interna, dietro una colonna, c'è Marcello Mastroianni che fuma una sigaretta. Il giornalista lo informa che fuori c'è Fellini e l'attore risponde che ha detto a tutti di essere partito per la Grecia perchè vuole essere lasciato in pace. Mollica quindi esce e trovando Fellini ancora in attesa della vettura lo informa che dentro c'è Mastroianni. Il regista non batte ciglio e quando poco dopo esce Mastroianni i due si salutano con un loro scherzoso rituale: mimano due che si prendono a pugni emettendo i tipici suoni onomatopeici dei fumetti: smash! sock! bam! ouch! Nessuna menzione da parte loro sull'episodio della Grecia. Questa era l'idea di amicizia secondo Federico Fellini, un uomo così unico che forse nemmeno la sua stessa magica fantasia avrebbe potuto concepire.
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Se fosse ancora tra noi Federico Fellini oggi avrebbe 90 anni. Forse da dietro i grossi occhiali conserverebbe ancora quello sguardo vispo e malinconico da eterno ragazzo. Forse la sua voce singolare, acuta e un pò nasale, rieccheggerebbe ancora da dietro la sua sciarpona e da sotto il cappello nero a larghe tese. Forse. Fortunatamente se non possiamo più vederlo, possiamo ancora parlare di lui e parlarne attraverso la testimonianza di chi gli è stato amico e non solo collaboratore. Vincenzo Mollica, giornalista e scrittore, può senz'altro fregiarsi di questo titolo a pieno merito ed ogni volta che se ne presenta l'occasione regala a chi lo ascolta un gustoso aneddoto sul suo amico Federico. Fu in occasione dell'inaugurazione della "Strada di Fellini" realizzata mesi fa a Torre Canavese (TO) col contributo della Fondazione Fellini e della onnipresente Galleria Diletta Vittoria di via Margutta, che in una saletta riservata del bar Canova (frequentato dal regista riminese), Vincenzo Mollica ci raccontò questo gustoso aneddoto che noi riportiamo per i lettori del Tridente.