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Dall'infinito all'infinitesimo

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Arte e Cultura | Arte
Scritto da Carlo Valenti   

orchestrina_gE' una mostra colta e solare quella presente all'Ara Pacis sulle opere di Alessandro Mendini (1931), versatile architetto e designer italiano. "Dall'infinito all'infinitesimo" è una mostra comprensibile, aperta a tutti, dagli addetti ai lavori, agli appassionati ai semplici curiosi, che va doverosamente a colmare quella riflessione antologica che da anni mancava sulla produzione di questo grande maestro. Diciannove prestigiose aziende italiane hanno prestato alla mostra le circa 200 opere esposte che comprendono anche disegni di progetto, fotografie e schizzi febbrili. Perché dall'infinito all'infinitesimo? Perché Alessandro Mendini opera con successo in tutte le diverse scale del progetto, dalla più piccola alla più estesa. Su questa traccia si sviluppano le varie sezioni della mostra approfondendo le tematiche che vanno dal "progettare orizzonti" (esempi di architetture pubbliche e su scala territoriale) al "progettare stanze" (interior design), dal "progettare corpi" (accessori come orologi e gioielli ma anche allestimenti teatrali) al "p"progettare pensieri" (attraverso l'attività di critico e teorico ma anche come direttore di riviste).

 

La mostra apre con uno spazio introduttivo che ospita il racconto biografico servendosi di foto d'epoca ed opere che guidano il visitatore attraversomobili_per_uomo i momenti più significativi della vita e della produzione dell'artista. Il nucleo centrale dell'esposizione comprende la sezione teorica "progettare pensieri", con rappresentati scritti emblematici e copertine delle riiste da lui dirette. Da questo nucleo si snodano articolandosi le altre tre "sezioni" di progetto. Nella sala del mosaico di Mimmo Paladino è stato dato particolare rilievo a due opere, i due "Mobili per Uomo" ("Guanto" e "Scarpa") disegnati tra il 1997 ed il 2008. Oggetti scultorei impreziositi da un mosaico con tessere d'oro 24 K. La particolare collocazione, le renderà visibili, giorno e notte, dal Lungotevere. Tra gli oggetti in mostra segnaliamo: un "esercito" di 27 cavatappi; 100 vasi della collezione "100% Make Up", oggetti da indossre come orologi, borse, gioielli, copricapi e scarpe per arrivare alle ipotesi di "Arredo Vestitivo" e fineno con la performance "Architettura ermafrodita". Non mancano ad incuriosire l'Alessofono, un sassofono calibrato attorno al corpo; un "Robot sentimentale"; un "Costume per donna e arpa" che fonde musicista e strumento e per finire l' "Abito del designer", un moderno ed elegante uomo-sandwich. Si continua con le "sculture luminose", gli armadi, i tavoli, i letti arrivando poi all'idea di ambienti unitari ritmati da presenze calibrate in dialogo fr di loro. In chiusura i lavori in scala architettonica con modellini in legno di edifici pubblici realizzati in diverse città del mondo.

 

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