Il percorso "marguttiano"

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Ore Libere | Passeggiando


Qualche ora libera? Perché non fare una passeggiata in una delle strade più interessanti e tranquille del Tridente? La strada dell'arte, via Margutta, così definita per la straordinaria quantità di pittori, scultori musicisti e poi, più recentemente, registi, attori di cinema e teatro che qui hanno vissuto e lavorato, trovando l'ispirazione nella conviviale atmosfera che si respira in questo luogo. La Masina con Fellini, Anna Magnani, Piero Chiara, Gianni Rodari, Novella Parigini, Giacomo Balla, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, per citarne solo alcuni, che hanno abitato in questa via. Questa strada di sua natura "schiva", il suo accesso è possibile dalla più "vivace" via del Babuino attraverso piccoli vicoli, ha una storia tutta sua fatta di pittori fiamminghi, tedeschi, inglesi e di scultori.


Arrivavano a Roma e, una volta superata la Porta del Popolo, si trovavano ai piedi del Pincio, nell'estrema periferia della città ma immersi in uno scenario unico ricco di orti, vigne e giardini che salivano lungo il pendio. Lì gli artisti si fermavano, trovando la luce e l'ispirazione giusta in un paesaggio di rara bellezza. Alloggiavano alle spalle di via del Babuino, dove c'era poco più che un viottolo creato per il passaggio delle carrozze che uscivano dalle rimesse posteriori dei palazzi. Nel tempo si sostituirono a baracche e stalle, studi costruiti a doppia altezza pronti ad accogliere, con le loro ampie vetrate, ogni raggio di luce delle varie ore del giorno, mentre dai cortili si accedeva alle terrazze coltivate e ai giardini del Pincio.

Per iniziare questo percorso che ci porterà a scoprire l'unicità dei luoghi di via Margutta, dove i numeri civici sono in sequenza come a formare un solo lungo lato, è quasi d'obbligo partire dal n. 113, dove una targa ci ricorda che questa era la casa di Fellini, grande maestro della genialità e dell'arte cinematografica. Al n. 108 troviamo la bottega di Marguto, il barbiere da cui prese il nome la strada.


Al n. 17 gli studi un tempo di Guttuso, Gentilini, Mannucci e M. Milani. Al n. 94 lo Studio Cusatelli, dove si realizzano sculture in terracotta, con soggetto i bambini, mantenendo viva la vecchia tradizione della scultura romana. Al n. 27 il laboratorio di restauro e doratura di cornici di Bruno Muratori, che ancora utilizza antiche tecniche di doratura a foglia d'oro puro.

Arriviamo così ai cortili del n. 33, 45, 48 uno dei primi nuclei di antichi studi d'arte, ovvero gli Studi Dovizielli (studio di Alfonso Gatto), Studi Marinelli, Studi Nardi, mentre al n. 51, quello che una volta ospitava gli Studi Rasinelli. Questo ultimo spazio ci permette di vedere come si sono potuti trasformare gli antichi atelier di pittura e scultura non snaturandoli (restauratore Angelo Rosa, studio di Architettura e Progettazione BM, antico laboratorio orafo Rocchi, galleria d'arte "La Nuvola"). Questo cortile è anche famoso per aver ospitato uno dei set del film "Vacanze Romane". Al n. 53/a, dove troviamo il "famoso" albero di Magnolia e diverse targhe marguttiane, vi era la sede della Fono Roma, poi Titanus, oggi sede di una sala di doppiaggio. Al n. 53b, agli Studi Patrizi (Novella Parigini), scopriamo una "rarità": salendo da una scala interna si arriva all'ultima vigna di Roma.


Si dice che sia "amorevolmente accudita" da Enrico Fiorentini il "Marmoraro" che, nella sua bottega al n. 53, crea epigrafi di salace ironia tipicamente romana. Il n. 54 ospita vari studi d'arte tra cui quello di restauro di quadri di Alessandro Pavia, fiduciario della soprintendenza per restauri di capolavori di arte antica. A metà via, la fontana realizzata dall'architetto Pietro Lombardi nel 1927, allusiva alle attività che si svolgono in questa strada (in marmo cavalletti da pittore, due maschere, un insieme di tavolozze, pennelli e compassi da scultore). Il n. 61 era un luogo "particolare": il teatro lirico Alibert, il primo dove fu permesso alle donne di esibirsi, e dove in scena si potevano vedere animali in grado di impressionare il pubblico dell'epoca. Oggi è la sede del prestigioso marchio di gioielleria "ENIGMA" di Gianni Bulgari. La fonderia del Canova, si trovava al n. 62/a, da dove è uscita, nel XIX secolo, l'imponente campana di San Pietro. Infine, per concludere, vi vorrei ricordare al n. 74 lo Studio Labourer, al n. 78 lo Studio Barucci, oggi abitazione degli eredi del grande pittore della campagna romana, e al n. 81/82, ritornando verso piazza del Popolo, lo Studio Canova.

Se ne volete sapere di più: " Via Margutta, cinquecento anni di storia e d'arte" di Francesca Di Castro.

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