I paesaggi romani di Turpin |
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Scritto da Carlo Valenti
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 Molto più giovane di Valencienne, che figura come il fondatore, di Bidauld o Dunoy, è più vecchio di Corot, Michallon o Rémond. Il suo stile è multiforme chiaramente ispirato dal Vernet e dimostra già una sensibilità romantica che ben si adatta ai suoi soggetti. I suoi paesaggi italiani s'inscrivono perfettamente nel corpus dei paesaggisti dell'epoca, che siano francesi - la luminosità di Turpin, e la sua maniera di stilizzare talvolta le forme, ricorda lo stile di Théodore Caruelle d'Aligny, forse in maniera fortuita considerando che Caruelle ha sedici anni meno di Turpin - o danese, certi dipinti come la Vista dall'interno del Colosseo, fa pensare ad Eckersberg, suo contemporaneo. Nelle sue opere, laddove non si tratti di paesaggi storici, le vedute vengono tutte realizzate dal vivo e completate poi nel suo atélier e si può notare la complessità della raffigurazione del paesaggio di quest'epoca ed i cambiamenti di stile da un dipinto all'altro, pur mantenendo tutti uno spirito comune perfettamente identificabile. Dall'11 novembre 2009 al 13 febbraio 2010 la Casa Museo Mario Praz espone presso il Gabinetto della Grafica una raccolta di 24 disegni dell'artista, grazie alla disponibilità del Département des Arts Graphiques del Louvre. Appunti romani che colgono vari aspetti della città : il Tevere con i suoi ponti, i palazzi, le chiese, le rovine seminascoste dalla vegetazione, gli antichi marmi bianchi delle ville patrizie, i grandi parchi, ampi panorami con cupole e orizzonti della desolata campagna romana.  Casa Museo Mario Praz, via Zanardelli, 1 Roma  Â
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Correva l'anno 1807 quando un giovane artista francese, già apprezzato paesaggista, giungeva a Roma per il primo di una serie di viaggi in Italia. Amico di Ingres, Lancelot-Théodore Turpin de Crissé è un disegnatore straordinario che avrebbe lasciato al Musée du Louvre una vasta raccolta di vedute italiane che, come dichiarava lui stesso - avevano fatto la sua fortuna di pittore. Seppur di nobili origini, l'artista visse un'infanzia poverissima negli anni della Rivoluzione e del Terrore. Grazie all'interessamento di Giuseppina, entrò a far parte della sua piccola corte alla Malmaison ricevette poi, negli anni della Restaurazione, una cospicua eredità che oltre a consentirgli un tenore di vita degno del suo rango, gli permise di finanziare la sua attività di collezionista. Rivalutato di recente, Il Musée d'Angers realizza nel 2007 una vasta mostra antologica.