Un'americana a Roma

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Protagonisti | Parliamo di
Lei è bella, intelligente e sempre di corsa. Una donna decisa, e si capisce alla prima occhiata. All'appuntamento arriva a bordo della sua fiammante 500 rossa d'epoca: "Salve, mi scusi per l'ora ma sto aprendo un nuovo negozio a via Nazionale. Si chiama Sugar Shak e sarà il primo locale in Italia in cui gustare il vero cup cake americano. Inoltre, ho anche ordinato alcune caramelle che qui sono praticamente impossibili da trovare. Vede, in questo periodo di crisi, c'è bisogno anche di un po' di dolcezza." A parlare è Jean Francis Ottaviano, proprietaria di 3 punti vendita Only Hearts. In Italia da una trentina di anni ("è più il tempo che sono qui, di quello che ho trascorso negli Usa" ha detto la signora Ottaviano), qui si è sposata, è diventata madre, nonché imprenditrice. E, da 3 anni e mezzo, è anche la presidentessa dell'associazione di via Vittoria.

Signora Ottaviano, ci racconti il suo impegno nell'associazione.

"In questi anni di attività non posso che tracciare un bilancio molto positivo. Sono riuscita a mettere su un bel sito internet ( www.viavittoria.it) e, a Natale scorso, ho organizzato gli addobbi in maniera molto particolare: tutti i negozi erano decorati con note musicali e Antenna 1 ci aveva prestato delle casse sempre sintonizzate sulle loro frequenze, era una vera festa passeggiare per la nostra via".

Certo la musica a via Vittoria è molto importante, vero?

"Si, qui al civico n. 6 c'è l'antica sede del Conservatorio di Santa Cecilia. Infatti, ogni anno come associazione, doniamo 5 borse di studio agli alunni più meritevoli dell'Accademia. La manifestazione si tiene a ottobre, l'edizione passata è venuto il maestro Uto Ughi a premiare i ragazzi".

Quanti negozianti ci sono nell'associazione?
"Purtroppo pochi, circa una ventina. Prima eravamo un po' di più, ma poi vista la quota associativa abbastanza alta, alcuni si sono ritirati. Ma per forza è alta: noi abbiamo deciso di far pulire la strada almeno 2 volte alla settimana in più delle pulizie che dovrebbe fare l'Ama, e di assumere anche un giardiniere che curi le piante. Ci dobbiamo organizzare tra noi commercianti".

Secondo lei come mai?
"Troppa burocrazia, e poi avere Comune e Municipio sui fronti opposti non aiuta. Credo che tutti i commercianti dovrebbero unirsi per riuscire a ottenere di più, per loro stessi e per gli altri. Se le cose funzionassero meglio sarebbe la fortuna di tutti. Le associazioni di via, oggi, non hanno ancora il potere necessario. Per questo mi interessa molto anche un progetto come questo del Tridente, che forse riuscirà a tirar fuori la vera voce di noi negozianti e a metterci tutti d'accordo".