La guerra spiegata ai poveri

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Palcoscenico | Teatro
Scritto da Carlo Valenti   

"La guerra è come la birra, all'inizio non ti piace, ma poi non puoi farne a meno", in questa frase che Flaiano mette in bocca ad uno dei suoi personaggi c'è tutta l'inutilità e l'ineluttabilità della guerra. Scritto nel '46, La guerra spiegata ai poveri, è un'apologia sulla guerra che racchiude in sé temi ancora oggi tristemente attuali. Flaiano non ci fa ridere, ci fa sorridere lasciandoci un retrogusto di amara riflessione, di sofferta rassegnazione nel rappresentare l'essere umano nella sua tragicomica incoerenza, nella sua passiva e progressiva perdita di coscienza di fronte alle catastrofi di cui è diretto responsabile. Si parla di guerra seduti attorno ad un tavolo, la si viviseziona trovandovi implicazioni che la giustifichino e che rendono tutto accetabile, anche il sacrificio umano.

 

I dialoghi sono tesi, i tempi di recitazione serrati, i toni tutti sopra le righe. C'è ritmo, un ritmo sostenuto nei dialoghi, un ritmo incalzante che ricorda il passo del soldato in parata. Ma a rompere questo traballante equilibro arriva un giovane , su di lui la propaganda non ha attecchito, lui ha domande e vuole risposte. Ma nessuno è disposto a dargliene, meno che mai il generale che preferisce avere truppe all'oscuro di tutto che pensino solo alla battaglia imminente. Tutti si prodigheranno a convincere quel ragazzo riluttante (una simpatica Ottavia Nigris) che la guerra è cosa buona e giusta ("il popolo dimentica le vittorie e si affeziona alle sconfitte").

 

Il giovane plagiato parte finalmente per la guerra e l'usciere ( un convincente Alessandro Porcu), fino ad allora muto testimone degli eventi diventa improvvisamente accusatore instaurando col Presidente (l'instancabile onnipresente Gabriele Linari) una diatriba fatta di intensi botta e risposta fino all'epilogo finale quando, dal fondo della sala ritorna in scena il giovane soldato che, ormai passato allo stato di "caduto in guerra", torna dai suoi aguzzini con lo stesso gioviale entusiasmo di quando era ancora vivo.
La compagnia teatrale LABit ci regala un atto unico energico, spumeggiante, da cui traspare un affiatamento ed un senso dei ritmi teatrali solo a tratti interrotto dalla comprensibile emozione del debutto.

 

Un motore scenico e recitativo che superata l'inevitabile fase di rodaggio non avrà alcun problema a raggiungere una fluidità interpretativa di cui i ragazzi di LABit ci hanno già dato ampia dimostrazione. Da segnalare l'allestimento scenografico, essenziale ma efficace, realizzato dagli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Roma (classe di Scenografia), della vicina via di Ripetta.
Amaro il messaggio che Flaiano ci consegna chiudendo il suo apologo sulla guerra: finito un conflitto, l'uomo si appresta subito ad armarsi per iniziarne un altro. Ma non furono proprio i romani, che avevano già capito tutto (beati loro) a dire: si vis pacem, para bellum?

 

personaggi ed interpreti

Usciere: Alessandro Porcu

Presidente: Gabriele Linari

Generale: Andrea Vaccarella

Ministro: Matteo Quinzi

Signora: Simona Forlani

Perito Religioso: Sarah De Marchi

Il Giovane: Ottavia De Nigris

Regia: Gabriele Linari

 

dal 12 al 24 gennaio 2010 al Teatro Due, via Due Macelli

biglietti: 15 euro intero - 12 euro ridotto

prenotazioni: 06 6788 259

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uff. stampa: Laura Mancini