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Ore Libere |
Nightlife
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Scritto da Carlo Valenti
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Dopo la conquista di Bagdad, si va alla ricerca di quelle famigerate armi di distruzione di massa che sono state la causa scatenante del conflitto. Roy Miller (Matt Damon, foto) è un ufficiale che comanda una delle tante squadre di ricerca di questi "siti" indicati dalla CIA dove tali armi potrebbero essere nascoste. Venuto a conoscenza del nascondiglio del generale Al Rawi, un pezzo grosso che potrebbe fornirgli indicazioni sull'esistenza di quelle armi, decide di trovarlo da solo sottraendolo così ai suoi colleghi che lo cercano solo per ucciderlo. Diciamolo subito: chi si aspetta di trovare in Green Zone un film che proponga motivazioni nuove sulla la seconda guerra in Iraq, non ne troverà. Il regista Greengrass parte da fatti ormai assodati, non cerca di sviluppare ipotesi alternative, si "limita" ad offrire al pubblico un onesto, ben fatto, spettacolare film di azione militare. Greengrass non indaga, ma si appoggia su circostanze ormai note a tutti e vi costruisce sopra una storia solida, ben girata e ben interpretata: fa insomma il suo lavoro di film maker e non di politico.
Fin dalle prime sequenze si entra nel vivo della vicenda e Green Zone ci appare subito un film carico di energia, mobilità, girato con una tecnica di caos controllato che proietta lo spettatore nel cuore dell'azione. A questo contribuisce l'uso estremamente curato dell'audio con una colonna sonora mixata ai rumori di fondo che danno alle riprese un ritmo assolutamente coinvolgente. Greengrass adatta una storia classica della filmografia militare agli schemi della nuova guerra arricchendo la pellicola con sequenze cariche di dinamismo (come il fantastico inseguimento a tre) e di dialoghi taglienti ed incisivi. In altre parole ci si dimentica presto delle implicazioni geopolitiche per godersi il puro adrenalinico entertainment del grande cinema d'azione.
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