L'arte del cibo e della cortesia

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Itinerari Golosi | A Tavola
Scritto da Carlo Valenti   

Dopo qualche minuto che parli con loro, capisci subito che Silvia e Flora Sallorenzo sono due donne che mettono un' attenzione particolare in quello che fanno. Che la cucina sia un'arte è risaputo, che ci voglia passione e amore anche,  ma che la signora Silvia, la chef di Babette, conosca e applichi la  sapienza delle cuoche delle case patrizie di una volta,... questa è maestria! Quando si conosce la sua cucina  si torna, per assaggiare quello che non si è ordinato l'ultima volta, perché qui si è coccolati con sapori, ormai, quasi introvabili. Si viene accolti da Flora, in questo riservato ristorante di via Margutta, con gentilezza, disponibilità e, non ultimo, con un sorriso ( anche se non avete prenotato). Vi potete sedere nella "piazzetta", dove vi farà accomodare durante la bella stagione ai piccoli tavoli coperti da ombrelloni bianchi o, se il tempo non lo permette, all'interno in un locale che ricorda una brasserie, dove alle pareti "spiccano" opere di giovani artisti. A questo punto il consiglio è: lasciate fuori tutte le riunioni di lavoro, le beghe per il posteggio, le liti con il capo, e quant'altro  vi venga in mente e godetevi un po' di tempo per annusare, guardare e mangiare di fronte ad un bicchiere di buon vino.

 

In un attimo i ragazzi del servizio vi chiedono cosa volete da bere ( rifornita la selezione dei vini, di "qualità" sia italiani che francesi),  mentre ti posano sul tavolo un cestino di pane rigorosamente fatto in casa. Non rimane che ordinare o servirsi al buffet ricco di piatti realizzati con ingredienti di ottima qualità, dove quasi ci si stupisce di poter mangiare della carne fritta in olio extra vergine di oliva, dei pomodori rossi e sodi che, se  anche se non li condite, sanno di pomodoro,  un tortino di alici  dove senti il sapore del pesce fresco e il profumo degli agrumi, dei cannolicchi alle cozze dove finalmente, rispetto ad altri ristoranti, "tutto è equilibrio di sapori". Le loro proposte denotano grande attenzione nella scelta delle materie prime di buona qualità e sono rigorosamente stagionali. Qui i sapori vengono sapientemente bilanciati dalla chef tanto da poter distinguere tutti quelli che si hanno nel piatto. Si tutti, meno quelli... della famosa torta Babette.

 

Gli  occhi di Flora brillano quando ti racconta che per fare la loro unica, irripetibile, e aggiungerei " favolosa", torta Babette ci vuole un'ora di preparazione e 45 minuti di cottura, e che quando Silvia, cuoca attentissima alle sue proposte culinarie mai banali e di alta qualità,  si stancherà di cucinarla lo farà lei. Perché? Perché è l'unica cosa da fare, visto che la ricetta è segreta e, vi posso assicurare, irripetibile. Sfido chiunque a scoprire gli ingredienti e a capire il procedimento per realizzarla. Questa "follia" per qualunque cuoca che cucina in una data ormai prossima al 2010, è in grado di scatenare "ricordi di felicità",di riportarti a profumi che potevi "annusare" solo in casa, quando il forno andava "a tutto gas" per preparare il pranzo delle grandi occasioni o della domenica, quando ancora si aveva tempo per tutto. Gli odori  erano tanti, mischiati tra di loro, ma oggi riconoscibili in tanti separati  e" profumati" ricordi che sapevano fondamentalmente di BUONO! Di fronte all'ultimo morso di questa delizia, si sono viste coppie acidissime scambiarsi un sorriso, concludersi accordi e collaborazioni, stesure di copioni cinematografici di successo, e molto altro. Potenza del cibo!


Se volete ordinare alla carta, "Babette" propone un menù vario e fantasioso che segue sempre la stagionalità dei prodotti. Tanto per iniziare si può ordinare un fagottino di pasta fillo con fiori di zucca e fornaggio di capra o una terrina di melanzane con un fondo di pomodoro fresco per poi proseguire con un savaren di semolino al limone con punte di asparagi e fonduta di parmigiano o una calamarata di pasta fresca con pomodorini e olive taggiasche. Se ancora non vi bastasse, per stuzzicare l'appetito, un tempura di gamberoni e salvia.

In questo luogo, dove ci si adopera nell'arte del convivio, non manca proprio nulla!

Ma forse, ripensandoci bene, qualcosa da Babette manca: il rumore! Quel  sottofondo, non proprio "musicale"con cui siete abituati a convivere, se scegliete di mangiare all'aperto in una strada di Roma, è sparito in questa "golosa" oasi silenziosa nel cuore storico e artistico del tridente.

 

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