Uno spazio per l'arte e per i giovani

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Scritto da Carlo Valenti   

Si respira l'atmosfera dei grandi eventi quando varco la soglia di una delle due sedi della Galleria La nuvola in via Margutta. Fabio Falsaperla, malgrado il poco tempo a disposizione a causa dei lavori di allestimento della mostra di Emilio Leofreddi "Il respiro del Mondo" che si terrà tra pochi giorni presso il complesso del Vittoriano, trova un piccolo spazio da dedicarmi. Capisco il suo stato d'animo in quanto, mi spiega, loro sono la prima galleria d'arte ad esporre presso una struttura del genere.


Mi parli un pò di Fabio Falsaperla nella sua evoluzione da artista a gallerista.

Quando insegnavo educazione artistica e dipingevo, intorno agli anni 70, ho avuto l'opportunità e la fortuna di conoscere artisti del calibro di Schifano, Festa, Angeli, Lombardo, Ceroli. Li ho conosciuti da colleghi ma io ero, come dire, piccolo, avevo lo studio in via del Pellegrino e loro dicevano: "Andiamo su a trovare Fabietto", ero come una mascotte avendo dieci o quindici anni in meno di loro. Erano i miei idoli ed avevo acquisito le loro tecniche sperimentali in quel periodo di completa evoluzione, stiamo parlando della fine degli anni '60, e loro appartenevano alla famosa "Scuola di Piazza del Popolo". Erano anni "caldi", nel '68 frequentavo il primo anno della facoltà di Architettura, non dico altro, e mi sono trovato accanto questi personaggi che erano ancora più vibranti dell'atmosfera che si respirava. Poi ad un certo punto ho cominciato a vendere le loro opere ed anche le mie ed ho scoperto di essere un buon venditore, anzi, guadagnavo molto di più in questo modo.

 

Questa scoperta ha quindi segnato una svolta nella sua attività professionale ed artistica.

Certamente. Alla fine degli anni 70 è cambiata la mia vita ed ho iniziato con la galleria Gregoriana, dove organizzai alcune mostre tra le quali una dedicata a Tano Festa alla fine dell'86 poco prima che scomparisse nel gennaio '87. In seguito sono approdato in via Margutta e lavorando assieme al professor Calvesi, ho realizzato "Arte e cinema d'artista", una mostra straordinaria in cui ho raccolto tutti gli artisti della Scuola di Piazza del Popolo e poi la sera proiettavo i film di Schifano, Festa, Angeli. Fu un grande successo di pubblico e di critica. Ho cominciato così ad interessarmi tutti quegli artisti messi un pò da parte come Cesare Tacchi e le sue tappezzerie, Renato Mambor e i gessi tipici di Lombardo. In altre parole li ho tirati fuori da quel dimenticatoio in cui erano ingiustamente finiti.

 

Potremo dire che lei sì è specializzato negli artisti degli anni 60.

Esatto, e questo mi ha portato ad essere per la Guardia di Finanza e per i Carabinieri un CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio (n.d.r.)) in quanto vengo consultato per sapere se le opere in loro possesso sono vere o false. Questa è una cosa che mi da onore poiché conosco profondamente l'opera di questi artisti che come Schifano e Angeli sono stati massacrati dai falsari.

 

Tornando alle vostre ultime esposizioni, è bene ricordare la mostra Black and White che si è conclusa prima dell'estate.

Sì quella è stata un'altra mostra che ha suscitato molto interesse da parte del pubblico in quanto siamo riusciti Nicoletta ed io, a creare un grande equilibrio, cosa molto difficile, tra gli storici ormai consacrati come Ceroli, Fabio Mauri, Tacchi ed i giovani. Senza voler peccare di presunzione, dirò che la nostra abilità è stata proprio nel riuscire ad accostare armonicamente le opere dei grandi a quelle dei giovani realizzate anche in epoche assolutamente lontane le une dalle altre.

 

Nel frattempo è arrivata Nicoletta Maria Gargari e ne approfitto subito per rivolgerle un paio di domande.

Com'è nato questo connubio tra lei e Fabio Falsaperla?

Io vengo dal mondo dell'arte e tra le mie esperienze lavorative c'è una collaborazione di anni con Finarte, la casa d'aste di Milano che ha le sue sedi anche a Roma. Un giorno passeggiando per via del Babuino ho incontrato Fabio e scherzando si parlava della possibilità di collaborare con lui aiutandolo ad organizzare qualche fiera o qualche mostra. Fin da subito abbiamo capito che ci andava di lavorare insieme e di affrontare insieme delle scommesse, sono quindi quasi due anni che va avanti questa nostra collaborazione che ci ha portato a realizzare mostre come quella di Giosetta Fioroni, di Black and White e adesso inaugureremo il 9 settembre la mostra di Emilio Leofreddi al Complesso del Vittoriano.


Emilio Leofreddi , da quello che mi sembra di capire, è uno dei giovani che voi state promuovendo con molto entusiasmo ed energia.

Sì, lui è una delle nostre più grandi scommesse e nella mostra " Il respiro del mondo" che sta per partire presenteremo delle opere assolutamente inedite realizzate su tende indiane. Di lui si può dire che è un artista molto interessante che vive la maggior parte del suo tempo in India e viene a proporci qualcosa che ha a che fare con le cose che ci preoccupano oggi: le conseguenze della globalizzazione, dei mutamenti climatici, dell'uso diverso dei mezzi di trasporto. Emilio ci fa riflettere sulla velocità del nostro mondo cercando una risposta a quei tre classici interrogativi sul chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando. Durante la serata di apertura al Vittoriano avremo la presenza di Acquaviva che è un grande compositore che lavora in simbiosi con le opere di Emilio Leofreddi, ed avremo un mimo il quale si esibirà in qualcosa di cui ignoriamo praticamente tutto.