Tamara de Lempicka, regina del moderno |
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Scritto da Carlo Valenti
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Quegli sguardi un pò persi, alteri forse sognanti, quegli abiti ricchi di soffici pieghe che scivolano con estrema naturalezza lungo corpi rappresentati secondo proporzioni spesso non corrette, ma che li rendono proprio per questo più veri e sinceri. Tamara fu una donna del suo tempo che visse intensamente gli anni turbolenti dell'inizio del '900, quegli anni ricchi di mutamenti politici, di costume, di mentalità. In Russia partecipò agli ultimi frenetici singulti della dolce vita pietroburghese, tra i balli in maschera e le feste sontuose che l'ultima borghesia riusciva ancora ad organizzare nelle grandi dimore patrizie. Quella borghesia che poi, durante la guerra, lasciò in fretta il proprio paese per rifugiarsi in un dignitoso anonimato parigino svolgendo i più umili lavori. Anche Tamara lasciò la Russia e visse nella Parigi dei "folli anni Venti e Trenta", quel periodo tanto caro
Tamara dipinge l'eleganza e la passionalità così come ama con la stessa eleganza e passionalità dividendosi tra amori leciti e illeciti per l'epoca. E' una donna libera, dalla volontà ferrea ed intransigente e ribadisce la propria scelta di "vivere e creare in modo tale da imprimere sia alla mia vita che alle mie opere il marchio dei tempi moderni". La gente coglieva il suo messaggio ed amava con entusiasmo la sua arte, fu una delle poche a non soffrire mai della crisi che attanagliava gli artisti della sua epoca. I collezionisti si contendevano le sue opere a suon di moneta frusciante poiché Tamara non solo era un'ottima promotrice di sé stessa, ma il linguaggio della sua arte era assolutamente originale, quasi un "esperanto" ricco di note di modernità e di unicità. Tamara riesce ad esprimersi con disinvoltura districandosi ad arte tra i vari linguaggi figurativi di varie correnti e radici: dal cubo-futurismo russo e francese, al realismo magico tedesco, al ritorno all'ordine italiano, unendo ad essi la sua passione dello studio dei classici come l'amato Carpaccio.
Da questa superba commistione di stili ed elementi ne scaturisce un idioma totalmente nuovo che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico di ogni età e cultura. Dopo 54 anni Tamara de Lempicka torna a Roma con una delle più grandi rassegne mai realizzate su di lei, con ritratti inediti e mai esposti, con bellissimi scatti e filmati che ce la mostrano così come lei era, quando cioè la "baronessa col pennello" (come l'avevano battezzata) si staccava dalle sue tele per tornare ad essere una donna prima ancora che una pittrice.
Tamara de Lempicka - La regina del moderno 11 marzo - 10 luglio 2011 Complesso del Vittoriano - via S.Pietro in Carcere (Fori Imperiali) Biglietto: € 12,00 intero - €8,50 ridotto info 06/6780664
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Quando la personalità di un'artista è tale da eguagliare l'intera sua opera allora ci si sente totalmente immersi, pervasi non solo dalla sua arte ma anche dalle emozioni che la sua figura umana e la sua epoca riescono a trasmetterci. E' il caso di Tamara de Lempicka. Chi di noi non ha mai visto quei suoi ritratti di donne dai lineamenti netti, profili scultorei, vestiti con abiti anni venti dai colori sgargianti. Ritratti di donne emancipate nella loro sensualità ostentata con la morbidezza di forme opulente oppure donne grintose alla guida di auto veloci in pieno stile futurista.
all'immaginario collettivo, tanto descritto, filmato e rappresentato in cui alla parola arte si associava una forma di vitale ribellione contro tutti i canoni estetici e culturali a cui l'artista si era fino ad all'ora assoggettato.