Da culla dell'arte a polo culturale, Villa Medici

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Scritto da Carlo Valenti   

L'Accademia di Francia, creata nel 1666 dalla volontà di Colbert, Le Brun e del Bernini, forniva sia ai vincitori del "Prix de Rome" che ai borsisti la possibilità di completare la loro formazione artistica a Roma e in Italia. Inizialmente frequentata esclusivamente da pittori e scultori, L'Académie de France ospitò in seguito architetti, musicisti ed incisori. Nel corso degli anni cambiò diverse sedi: dalla prima Casa di Sant'Onofrio, fu trasferita a Palazzo Caffarelli (1673), poi a Palazzo Capranica (1684) ed, infine, a Palazzo Mancini (1725). Quest'ultimo fu saccheggiato durante la rivoluzine francese dai contro-rivoluzionari romani, i borsisti fuggirono a Napoli e Firenze e l'istituzione venne così soppressa attorno al 1793. Nuovamente ricostituita due anni dopo, il 18 maggio 1803, trovò la sua sede definitiva a Villa Medici. Nel cambiare sede l'Accademia di Francia a Roma divenne dipendente dall'Institut de France e durante tutto il XIX secolo accolse borsisti del calibro di Baltard, Berlioz, Bizet, Carpeaux, David d'Angers, Debussy, Charles Garnier, Gounod e all'inizio del secolo successivo le prime donne fecero il loro ingresso. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a seguito della requisizione della Villa da parte di Mussolini, la sede venne trasferita a Nizza ed in seguito a Fontainbleau. A partire dal 1961, nominato il pittore Balthus direttore della Villa, l'Accademia fu sottoposta ad una profonda riforma attraverso restauri e la realizzazione di nuove sale espositive per incentivare le attività culturali. Aumentò in seguito il numero dei borsisti e Villa Medici spalancò le porte a a scrittori, cineasti, fotografi, scenografi, restauratori d'opere d'arte e storici dell'arte. Da allora la Villa organizza scambi culturali ed artistici attraverso mostre, concerti, convegni o seminari sui temi dell'arte e delle lettere.