Dove il disordine è "ordine sparso"

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Casa e Cose | Antiquariato
Scritto da Redazione   

 

Era il marzo 1960 quando usciva il numero 113 della rivista "NOVITA'" con la presentazione delle nuove collezioni autunno-inverno di Roma, Firenze e Parigi. Alle pagine 54, 56, 57 erano presentati tre modelli di Patrick de Barentzen, giovane sarto di Roma che, in modo innovativo, accostava il tweed quadrettato o scozzese al taffetà di seta, creando, con un effetto innegabilmente nuovo e originalissimo, un tailleur da indossare al mattino per lo shopping e da trasformare in un capo elegante e sofisticato per la sera. Innovazioni della moda, espressione d' arte, fotografate in un ambiente legato ad oggetti d' arte del passato in una strada che è un po' cittadella dell' arte.

 

Dove la vita si nasconde in labirinti segreti di scale, fra il verde dei cortili, nelle terrazze ricoperte dai glicini, tra gli oleandri e i fichi che celano antichità sparse un po' ovunque in un pittoresco disordine, creando un'oasi di pace e di sognante silenzio propizio al lavoro degli artisti. Le foto del servizio erano state scattate al numero 58 di via Margutta, nel negozio di antichità di proprietà della signora Anna Pepe.
Oggi sua nipote, Laura Pepe (Presidente dell'Associazione Commercianti di via Margutta), continua da più di trent' anni la sua stessa attività e, con passione, ci racconta: " E' una tradizione di famiglia, mio nonno era antiquario, così pure mio padre e le sue sorelle

Ho respirato da sempre questo gusto per l' antico, per gli oggetti ed i mobili che hanno una loro storia, il cui disegno o decoro o colore risale a una particolare epoca o periodo storico: questa ricerca mi affascina e mi incuriosisce sempre conoscere la provenienza degli oggetti e tutto ciò che essi ci raccontano attraverso la loro lavorazione, il materiale di cui sono fatti, i particolari che li impreziosiscono. Ho una predilezione per i mobili tirolesi dipinti che mi riconducono all' altra mia grande passione: la montagna, il suo cielo, i suoi boschi, i suoi silenzi.

Io credo che l' atmosfera che si respira in questa strada, diversa da tutte le altre strade di Roma, sia un po' come quella che si può trovare in un sentiero di montagna, dove scopri ad ogni passo la bellezza della natura. Così, per me, una passeggiata in via Margutta è sempre una riscoperta di negozi, gallerie, artigiani e studi di artisti. La naturalezza di questa strada, che non ha bisogno di abbellimenti studiati, riesce ad esprimere da sola l' intimità profonda che nasce tra chi per la prima volta entra in contatto con lei e ne rimane affascinato. Questa strada è come i sogni, è un luogo dove il " disordine" diventa "ordine sparso".

 

 

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