Un ladro a Palazzo Incontro

PDF Stampa E-mail
Arte e Cultura | Cultura

"Tu sei la prima donna che sa che questo è il vero volto di Diabolik. Forse sto per commettere l'errore più grave della mia vita, ma tu sei la donna più bella e affascinante che abbia mai incontrato e io amo il rischio e il pericolo". Non male, come dichiarazione d'amore. Se poi il fascino è quello dell'uomo (si badi bene, non eroe) mascherato per eccellenza del fumetto italiano, nessuna Eva Kant può resistere.

 

Sexy quando non si poteva esserlo (e forse nemmeno si sapeva cosa volesse dire), politicamente scorretto, sotto inchiesta anche in forma di fumetto (ben otto processi alla casa editrice, tutti puntualmente vinti), Diabolik, insieme alla fedele compagna di vita e di "attività", è sopravvissuto anche alla scomparsa delle sue creatrici, Angela e Luciana Giussani, tanto da meritarsi l'omaggio di una vera e propria "personale". Questa, voluta dall'amministrazione provinciale romana e dalla "sua" casa editrice Astorina. sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre a Palazzo Incontro, in via dei Prefetti.

 

"Abbiamo voluto rendere omaggio alla tradizione del fumetto italiano celebrando una storia di creatività artistica e narrativa, nata ormai quasi cinquant'anni fa dalla matita e dall'intuito di due sorelle milanesi - ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti durante la presentazione - La storia di un fenomeno di costume e di una scommessa editoriale che ha saputo superare i limiti di un successo effimero, divertendo e appassionando generazioni di padri e di figli. Con la mostra dedicata a Diabolik, Palazzo Incontro consolida la sua vocazione ad ospitare le forme artistiche più diverse e innovative, le espressioni più originali ed attuali della creatività. Uno spazio delle idee nel cuore di Roma. Un luogo di incontro, di divertimento e di conoscenza aperto a tutti i cittadini".

 

"È bello pensare che anche in Italia si cominci a dare spazio, in luogo di questo tipo, a una mostra del fumetto - ha sottolineato il curatore Vincenzo Mollica - La cultura ufficiale, che continua a scontare problemi suoi, continua a snobbarlo. Non c'è una storia dell'arte che abbia un capitolo dedicato al fumetto, e neanche la letteratura ha mai preso le 'strisce' in alcuna considerazione. Hugo Pratt diceva che 'il fumetto è letteratura disegnata', e non è un caso che ci siano poeti che abbiano dedicato componimenti a Diabolik. Un personaggio nato dalla fantasia di due donne che ancora oggi ogni dieci giorni appare in edicola, tra inediti e ristampe, e che ha avuto e avrà grande influenza su tutti noi. Da piccolino mi sarebbe piaciuto avere quelle maschere, poi crescendo ho capito che c'erano molti più ladri fuori che sulle pagine del fumetto. E questo mi ha aiutato a crescere meglio".

 

"Quando, nel 1962, Angela e Luciana Giussani diedero vita a Diabolik, mai avrebbero ipotizzato che, quasi cinquant'anni dopo, il loro personaggio sarebbe stato ancora vivo e vitale - ha concluso Mario Gomboli, direttore della casa editrice Astorina - Il primo fumetto rivolto a un pubblico adulto, il primo dedicato ad un antieroe, con un cattivo vincente, il primo a fare scandalo. Sequestri, processi per oscenità (nel 1965, per il disegno di una donna in bikini, ndr) e addirittura corruzione di minore, cosa che ci costrinse a cambiare il sottotitolo 'Il giallo a fumetti' con 'Il fumetto per adulti', che allora non indicava niente di malizioso. Diabolik, nel corso degli anni è entrato a far parte dell'immaginario collettivo degli italiani, e non solo dei suoi lettori. Tanto da uscire dalla carta e diventare cartone animato, fiction. E chissà, film... magari con uno come Jude Law nei panni del protagonista".