Il ritorno di Van Gogh |
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| Arte e Cultura | Arte | |||
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Scritto da Carlo Valenti
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La curatrice della mostra, Cornelia Homburg, considerata tra le massime esperte del genio nato a Zundert nel 1853, afferma che la mostra non presenterà il Van Gogh dei girasoli e delle nature morte bensì opere uscite per la prima volta da collezioni private come ad esempio: I piantatori di patate (dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal) e i bellissimi disegni di contadine chine al lavoro (Kröller-Muller Stifting), Il viadotto (Guggenheim Museum), gli Orti a Montmartre (Van Gogh Museum), le teste di contadini.
E i due autoritratti (anche questi dal Van Gogh Museum), uno in cui si raffigura contadino e l'altro gentiluomo di città. La campagna era per Van Gogh un luogo senza tempo dove, a differenza delle sue vedute cittadine più incentrate ad esprimere la modernità del suo operare, il pittore poteva più concretamente esprimere quell'aspetto di eterna continuità immergendoci in luoghi non ancora raggiunti dalla rivoluzione industriale. Questa mostra si pone come antagonista di prestigio a quella su Caravaggio presentata in primavera alle Scuderie del Quirinale, un bel regalo insomma, che la cultura fa alla città in occasione dei 140 anni di Roma Capitale elevandola a protagonista mondiale dell'arte.
Via di San Pietro in Carcere Orario: Dal Lunedì al Giovedì: 9.30-19.30 Venerdì e Sabato: 9.30-23.30 Domenica: 9.30-20.30 Biglietto: € 10
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Dopo ben 22 anni di assenza, Van Gogh torna a Roma ed è il Complesso del Vittoriano, questa volta, ad ospitare il celebre pittore olandese con una mostra dal titolo "Vincent Van Gogh: Campagna senza tempo e città moderna". Dall' 8 ottobre 2010 al 6 febbraio 2011 sarà possibile ammirare non solo le opere tra le più celebri di un artista conosciuto come "pittore della campagna", ma anche quelle di artisti della sua epoca come Gauguin, Cezanne, Pissarro, Millet, per un totale di 110 opere esposte.