Black & White, artisti a confronto

PDF Stampa E-mail
Arte e Cultura | Arte
Scritto da Carlo Valenti   

Con un affollato vernissage nella "storica" corte del 51a di via Margutta, si è aperta la mostra Black & White fortemente voluta dai galleristi Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari. Nelle due gallerie "La Nuvola" si potevano ammirare le opere rigorosamente in bianco e nero di due generazioni di artisti che usano la pittura come sperimentazione formale. La scelta di presentare opere che avessero come comun denominatore l'essere realizzate in bianco e nero o solo bianche o solo nere, nasce dalla volontà dei due galleristi di mostrare quell'armonia dei segni della pittura contemporanea che si sviluppa proprio dalla semplicità composita di ogni singola opera.
Lo spettatore attento potrà quindi ricavarne tutte le emozioni, sensazioni e visioni che quel ritmo severo di pieni e di vuoti suggeriscono. Lunga è a lista degli artisti storici presenti alla mostra: Carla Accardi, Franco Angeli, Mario Ceroli, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Jannis Kounellis, Renato Mambor, Gino Marotta, Fabio Mauri, Cesare Tacchi, Mario Schifano e dei più giovani come Getulio Alviani, Costantino Baldino,Ivan Barlafante, Danilo Bucchi, Alessandro Cannistrà, Pamela Cento, Dan.Rec, Giusy Lauriola, Emilio Leofreddi, Achille Pace, Alberto Parres, Gisella Pietrosanti, Cristiano Pintaldi, Nicola Spezzano e Stefano Trappolini. Dalla semplicità della scansione ritmica delle loro opere in bianco e nero traspare tutta l'intuizione, la forza e la libertà della pura creazione ancorché un riuscito ed efficace tentativo di semplificazione razionale.


"L'adozione del bianco e nero, serviva alla fine degli anni '50 per togliere di torno la falsità, la realtà, che si era creata soltanto per l'incidenza della luce di un dato momento della ricerca tecnica," scrive Andrea Tugnoli. "Il bianco ed il nero venivano ora usati per spersonalizzare la rappresentazione, come fa Carla Accardi in Assedio 1957 (opera in mostra). Nelle intenzioni degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, ma non solo, serviva per rendere autoreferenziale l'immagine. Era la riscoperta dello spazio, dello spazio monodimensionale o bidimensionale, in contrapposizione allo spazio multidimensionale. Lo scopo era di arrivare al grado zero della pittura, lo strumento era il monocromo."


Le opere saranno in esposizione fino al 10 luglio presso le Gallerie La Nuvola di via Margutta dal lunedì al sabato con orari 10.00 - 19.30. L'ingresso è gratuito.