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Tridente, l'Italia nel bicchiere |
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 Non è quindi un caso che nel Tridente, salotto buono della Capitale, si incontrino spesso, passeggiando, grandi e piccole enoteche che, anche nelle stagioni calde, accolgono il visitatore interessato alla bottiglia pregiata e non. In piena zona pedonale, a pochi passi da Piazza di Spagna (e dalla metropolitana: un consiglio per chi vuole evitare il ritiro della patente a causa di qualche bicchiere di troppo) c'è l'EnotecAntica di via della Croce. "Il locale esiste dal 1726 - racconta Fabrizio Valente, mostrando orgoglioso tutte le caratteristiche di un luogo che mantiene intatto il proprio plurisecolare fascino - e si può dire che abbia fatto la storia del Tridente. Un luogo che si è trasformato con il quartiere, dal momento che ancora nel secondo dopoguerra faceva anche da drogheria e negozio al dettaglio non solo di vino, ma anche di olio e spezie, che venivano custoditi all'interno di una grande vasca che oggi utilizziamo come espositore, e come 'foto ricordo' di quello che è stata l'EnotecAntica per il Tridente. Oggi siamo prevalentemente wine bar, con la passione della ricerca del giusto abbinamento di prodotti tipici, laziali e non, alle diverse qualità di 'nettare' che abbiamo a disposizione. E i clienti, stranieri o italiani che siano, rispondono alla grande".  Già , gli stranieri. C'è stato un tempo in cui gli americani passeggiavano per il centro con l'unico obiettivo di portarsi a casa il maggior numero possibile di souvenir, per deliziare il look o il palato. Poi l'11 settembre, l'euro forte, le epidemie più o meno reali e, come se non bastasse, la crisi internazionale hanno messo in difficoltà molti operatori del settore. "Purtroppo, anche avere una bottega a un tiro di schioppo da via Veneto non è una sicurezza - dice Domenico Arzilla dell'enoteca Il Grottino di via dei Cappuccini - resta certo la passione, e la speranza che prima o poi il vento cambi". "Il nostro resta un lavoro strano, al di là della soddisfazione che ti dà ", conferma Francesco Gatti, che insieme alla moglie e ai figli Riccardo e Barbara gestisce in piazza del Parlamento Mr Wine. Un nome scelto non a caso. "Abbiamo aperto dieci anni fa, al tempo facevamo ottimi affari grazie ai piloti dell'American Airlines che soggiornavano all'Hotel Nazionale, di fronte a Montecitorio. Piloti che ci facevano pubblicità diretta a bordo dei loro aerei, tanto che facevamo circa 500 spedizioni l'anno negli Usa. Poi la tragedia delle Torri Gemelle (gli aerei coinvolti erano proprio dell'American Airlines, ndr) e tutto il resto hanno di fatto rallentato il flusso del turismo americano. Ma siamo convinti che sia solo una fase di passaggio".  C'è poi chi prova a reagire alla crisi inventandosi ristoratore, un passo avanti rispetto alla semplice mescita. Come l'enoteca "al Parlamento" Achilli di via dei Prefetti, gestita da Daniele Tagliaferri, e il mitico Buccone, che fa "bere" via di Ripetta da oltre 40 anni. "Abbiamo deciso da qualche tempo di aprire tutti i giorni a pranzo, e a cena il venerdì e il sabato - spiega Francesco Buccone, titolare dell'enoteca insieme al fratello Vincenzo - È un ottimo modo di mettere insieme il vino alla gastronomia, e per far conoscere al meglio i nostri prodotti. E poi qui, a 100 metri da piazza del Popolo, non ci manca certo il passaggio dei turisti".  In conclusione, è la passione che fa ribollire il mercato del vino, non solo nei tini. Una vera miniera d'oro che persino la Regione Lazio, con l'enoteca regionale Palatium in via Frattina, ha deciso di promuovere insieme a tutti i prodotti tipici regionali. Un elemento in più per rendere unica una visita al Tridente.
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In vino veritas, si dice. Una religione italica, laica e gaudente, che dalle Alpi a Capo Passero spesso aiuta a capire meglio la "verità " di ogni territorio: città , paese o quartiere che sia. Perché il vino è convivialità , gusto e tradizione. E spesso vetrina di un sapere antico che (come non troppo spesso succede) tutto il mondo ci invidia.