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Due Torri tra sacro e profano |
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Un vicolo per ritrovarsi "a casa" in pieno centro, per vivere l'esperienza di un soggiorno nella Capitale sentendosi, almeno per qualche giorno, romani d'adozione. A pochi passi dal Tevere, sinuosa passeggiata alberata tra i palazzi nei pressi delle arcate di ponte Cavour, l'Hotel Due Torri risplende in mezzo al Tridente nella luce del tramonto. Alle spalle di Montecitorio, 26 camere e mini appartamenti occupano un intero palazzetto."Il Due Torri non si possiede, si ama", dice Cinzia Pighini, proprietaria dell'albergo e dell'hotel Fontanella Borghese, pochi passi più in là. "Nel 1972, quando la mia famiglia ha acquistato il palazzetto all'asta, sapevamo che dentro tutto era da rifare. Ma eravamo consapevoli del fascino che questa struttura emanava autonomamente, come un odore di storia". L'albergo si sviluppa in altezza ma gli interni danno il senso dello spazio comodo. Arcate e pareti chiare, sedie in legno e poltroncine, un secrétaire da intenditori, specchi antichi dove si cercano gli sguardi del passato, preziosi mobili intarsiati, ricercati abat-jour da antiquari, statue e acquerelli, tessuti nobili alle finestre. "E poi le stanze: ho mantenuto il legno dove possibile, nel rispetto delle norme antincendio. E ad ogni piano c'è un piccolo appartamento: due camere da letto e un bagno per chi viaggia in famiglia e vuole un pizzico di privacy in più". Poco alla volta ci si sente parte del luogo. Si comincia a percepire, letteralmente, un 'fil rouge' che racconta la storia di questo palazzo nascosto tra le case e posto all'inizio di una via che termina sulla sempre spettacolare scalinata di Piazza di Spagna. All'esterno, il rosso pompeiano dell'intonaco quasi non si nota, armonicamente mescolato com'è, con i colori della strada. Poi però, dentro, la preponderanza del rosso, del porpora, del mogano diventa avvolgente. E si scopre che proprio tra quelle mura sorgeva già nel 1518 la Locanda della Campana, a lungo residenza di cardinali, vescovi, prelati e notabili della Roma di un tempo che fu. "E poi, tra Ottocento e Novecento, sede di una famosa "casa di piacere" che ha chiuso i battenti con la legge Merlin", sottolinea la signora Pighini. Sacro e profano insieme: quale elemento migliore del rosso ci poteva essere per sottolineare elementi così discordanti eppure uniti da un semplice colore? E proprio quel colore dominante, che trasmette solidità, vigore e benessere, arriva agli ospiti. Con un effetto coinvolgente. Ci si sente parte integrante di un'epoca raffinata, ancora non perduta. Che poi si ritrova, affacciandosi dalla propria camera, sui tetti di Roma.
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Un vicolo per ritrovarsi "a casa" in pieno centro, per vivere l'esperienza di un soggiorno nella Capitale sentendosi, almeno per qualche giorno, romani d'adozione. A pochi passi dal Tevere, sinuosa passeggiata alberata tra i palazzi nei pressi delle arcate di ponte Cavour, l'Hotel Due Torri risplende in mezzo al Tridente nella luce del tramonto. Alle spalle di Montecitorio, 26 camere e mini appartamenti occupano un intero palazzetto.