Una strada "attiva"

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Protagonisti | Parliamo di

All'appuntamento arriva trafelato a bordo del suo scooter. "Scusi per il ritardo, ho dovuto portare la spesa al ristorante". A parlare è Cesare Fazioli, proprietario della Fiaschetteria Beltramme (alias Cesaretto). Un uomo decisamente impegnato, poiché oltre che della gestione del ristorante, si occupa anche di una casa di produzione cinematografica e, da ben due anni, è il presidente dell'Associazione di via della Croce.


Signor Fazioli, cosa sono le Associazioni di via e chi ne fa parte?
"Sono formate dai commercianti che svolgono la loro attività nella medesima via. Sono sorte con l'intento di promuovere il commercio fisso attraverso feste, manifestazioni o altre forme di intrattenimento, in modo da valorizzare e accrescere il giro d'affari dei singoli esercizi commerciali".

 

E cosa fa il presidente?
"Rappresenta tutti gli altri commercianti con le autorità competenti, in questo caso con il Comune. Mi occupo di raccogliere le varie richieste dei singoli negozianti e ne discuto con chi di dovere. Noi siamo una via molto attiva, infatti siamo una grande associazione a cui sono iscritti circa il 90% degli esercenti".

Come considera questi due anni di presidenza?
"Sicuramente è un'esperienza positiva. Anche se ci sono state fatte tante promesse che ancora non sono state mantenute. E il cambio di giunta comunale non ci ha aiutati. Non siamo valorizzati abbastanza. Vede, via della Croce secondo me è un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto. E l'unica via del centro storico dove si può trovare davvero di tutto, dal genere alimentare, alle scarpe, ai vestiti o agli accessori".

Quale potrebbe essere una soluzione?
"La chiusura del centro alle macchine non aiuta noi commercianti. Certo, c'è un patrimonio artistico da preservare e ce ne rendiamo tutti conto. Ma dal Comune potrebbero anche venirci incontro, con progetti seri di navette ecologiche oppure una serie di parcheggi dove poter affittare macchine elettriche. Non sto dicendo niente di nuovo, insomma, noi chiediamo solo quello che in una capitale europea degna di questo nome dovrebbe essere dato per scontato".
Come concilia il suo essere presidente con il suo essere commerciante?
"Non è facile, ma una via di mezzo si trova sempre, si deve trovare. Vede prima a via della Croce c'erano solo 4 ristoranti. Tutti diversi tra loro, per cui non c'era il rischio di farsi troppa concorrenza, poiché ognuno di noi aveva una sua clientela ben precisa. Oggi ci sono anche una decina di bar che offrono prodotti precotti a prezzi più bassi, con una  diversa qualità dell'offerta. Come gestore di Cesaretto questa cosa non mi piace, ma come presidente dell'Associazione di via mi rendo conto che anche loro devono pur vivere. E così cerco sempre di trovare un compromesso che metta tutti d'accordo. Il segreto sta sia nella capacità di comunicazione che di mediazione".
E su una cosa si può stare tranquilli: queste sono doti che a Cesare Fazioli non mancano di certo.

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