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A Casa di Goethe un anno dopo

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Written by Carlo Valenti   

Ad un anno di distanza torno a trovare la signora Dorothee Hock, responsabile delle pubbliche relazioni della Casa di Goethe, che mi accoglie con il sorriso e la simpatia a cui ormai mi ha abituato. Le chiedo, per cominciare, un rapido riassunto delle principali attività svolte dal Museo nell'anno che si è appena concluso. (nella foto Dorothee Hock e Renata Crea)

 

Senz'altro una delle cose di cui andiamo fieri è il successo ottenuto dal cortometraggio "Faust chi?" che abbiamo cominciato a proiettare dal gennaio 2010 e che è stato visto a tutt'oggi da più di 600 studenti. Il film è stato portato anche fuori a Ravenna ed ultimamente in una località vicino Livorno in occasione dell'incontro biennale dei centri di cultura italo-tedeschi, dove ha riscontrato un successo lusinghiero. Tra gli altri eventi che mi fa piacere ricordare c'è stata la mostra sullo scrittore Michel Ende, autore de "La Storia Infinita" e di "Momo" a cui ha partecipato anche il cantautore Angelo Branduardi, autore delle musiche del film tratto dal romanzo "Momo". Per la mostra sull'incisore "Piranesi" abbiamo riscontrato anche la partecipazione del pubblico che definirei "di strada", nel senso che vedevano il poster davanti all'ingresso del palazzo e salivano su incuriositi.

 

Cosa propone la Casa di Goethe per l'anno appena cominciato?

Quest'anno organizzeremo, in occasione dei 250 anni dalla nascita, una mostra dedicata a Johann Christian Reinhart, un paesaggista dell'800 che ha vissuto a Roma per ben 58 anni. Era uno dei capi di questa comunità di tedeschi, noto anche per essere un bon vivant e amante delle donne. La mostra oltre a comprendere materiale che fa parte del nostro fondo, avrà opere prese in prestito dal Caffè Greco, dall'Accademia di San Luca che possiede un suo ritratto recentemente scoperto ed altro materiale che verrà direttamente dalla Germania. Verso maggio seguirà una mostra, che attualmente è a Vienna, su Joseph Anton Koch, un altro paesaggista innamorato di Roma come Reinhart che pensiamo piacerà molto al grande pubblico romano. In autunno ci occuperemo di Thomas Mann, non posso ancora dirle molto in merito al progetto ma rispecchierà un po' la mostra realizzata per Michel Ende, con manoscritti ed oggetti personali usati dallo scrittore.

 

So che lei, signora Hock, sta raccogliendo materiale per pubblicare un suo libro circa la storia di questo palazzo. Ci vuole anticipare qualcosa?

Volentieri. Ogni antico palazzo del centro storico di Roma conserva tra le sue mura i ricordi delle vite di persone più o meno illustri che lo hanno abitato. Spesso certe vicende vengono tenute nascoste da coloro che ne sono in qualche modo a conoscenza oppure bisogna fare lunghe ricerche negli archivi per reperire documentazioni e notizie. Il palazzo che ospita la Casa di Goethe non fa eccezione e nel libro che sto ultimando parlerò tra l'altro di due avvenimenti drammatici avvenuti a distanza di quasi un secolo l'uno dall'altro. Il primo è del 1876, quando un capo della polizia francese scappato con la sua figliastra, viene ad abitare qui per circa due mesi assieme a questa ragazza di vent'anni più giovane di lui e si suicidano usando del cianuro portato dalla Germania. L'altra, in epoca più recente, risale alla Seconda Guerra mondiale e vede per protagonista un ebreo che fu nascosto nel palazzo.

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