Redivo: Complesso Musicale |
|
|
|
| Protagonists | Let's talk about | |||
|
Pur nella consapevolezza che la musica non si guarda e la pittura non si ascolta, Gualtiero Redivo vuole evidenziare le affinità esistenti tra le sue opere e la musica contemporanea, un parallelismo da ricercare nel gesto cognitivo e nel gioco della mente umana di fronte al problema della descrizione della complessità del mondo. E a queste sue idee ha dato forma realizzando per l'occasione una specifica installazione: un trombone, sorretto da un cavalletto, reso funzionante dal fiato dell'artista contenuto in un palloncino applicato al bocchino dello strumento, da cui scaturiscono note che si materializzano come nodi.
La pittura di Redivo e la musica contemporanea hanno trovato linfa vitale per la loro espressività nell'accogliere progressivamente all'interno dei propri universi dei rumori, oggetti pittorici e sonori non codificati, e nell'introdurre cambiamenti di ritmo, consapevoli dell'urgenza del tempo nella società moderna. Con pochissime eccezioni la musica è l'arte che non ha adoperato i suoi mezzi per ritrarre la natura e il mondo visibile, analogamente l'artista indaga la realtà, senza fare ricorso al simbolico, per ricercare un senso laddove la luce della ragione fatica a far giungere il suo raggio. L'inaugurazione della mostra sarà accompagnata da una performance di Bruno Gianetti (direttore della banda "Musicanti di Brema") che suonerà, accompagnato da altri musicisti, alcuni brani inediti di musica jazz, la cui tessitura ritmica fa pendant con le emozioni di indeterminatezza e fragilità che scaturiscono dalle opere esposte.
Dal 15 al 28 aprile presso la Galleria Vittoria - Via Margutta, 103 - tel. 06.36001878 -
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
|
Sezioni
Members Login
- Ongoing Events
- Upcoming Events





La ragione ideativa della mostra nasce dall'esigenza di richiamare l'attenzione sulla grave carenza d'insegnamento della musica nelle scuole italiane. Trascurare e svilire la cultura musicale, significa negare ai giovani il completo esercizio della cultura nel suo complesso che è il requisito fondamentale per la comprensione del rapporto tra sviluppo, organizzazioni e mercati globali e per l'individuazione di nuovi modelli di società più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale.