A rotta di collo |
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| Stage | Theater | |||
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Written by Carlo Valenti
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"A rotta di collo", di Pier Francesco Pingitore, si presenta sulla ribalta del Bagaglino al Salone Margherita, nel momento in cui una corsa sfrenata verso il Caos sembra prevalere su ben più importanti ribalte nazionali e internazionali. Il fatto non è certo inedito nella storia del nostro e di altri paesi. Ed in genere una tendenza autodistruttiva sembra scandire, ogni tanto, il percorso storico e mitologico dell'umanità. Da Caino e Abele, a Romolo e Remo, da Garibaldi e i Briganti, a Osama e Obama, per finire a Fini e Berlusconi, basta allineare alcuni personaggi-simbolo in un ideale museo delle cere, per constatare che certi rapporti sono sempre destinati prima o poi a esplodere. Come i meccanismi di un qualunque elettrodomestico, che la fabbrica stessa abbia costruito per durare un certo numero di mesi, o di anni, e non più.
Ma se questa è la premessa, "A rotta di collo" è pur sempre uno spettacolo di satira e di divertimento, che si propone di esorcizzare il peggio con canti, balli, musiche e battute, e la speranza di fondo che il Caos non prevalga. Alfiere del Bagaglino, anche quest'anno, è Pippo Franco, presenza ormai storica, affiancato dal quasi altrettanto storico Martufello, e dalla degna rappresentante di tante bellezze che l'hanno preceduta e che lei certo non fa rimpiangere: Monica Riva. Ai tre nomi in ditta, danno poi un supporto validissimo Jean Michel Danquin e il giovane comico Francesco Arienzo, con il contributo fondamentale di un rinnovato e stuzzicante corpo di ballo.
Le musiche sono di Piero e Francesco Pintucci, le scene e i costumi di Maurizio Tognalini, le coreografie di Evelyn Hanack, in una continuità di collaborazione con il Bagaglino, che è sempre garanzia di ispirazione e di professionalità.
Fino al 27 febbraio 2011 al Salone Margherita, via Due Macelli, 75 - info 06 6791439 / 06 6798269
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"A rotta di collo", di Pier Francesco Pingitore, si presenta sulla ribalta del Bagaglino al Salone Margherita, nel momento in cui una corsa sfrenata verso il Caos sembra prevalere su ben più importanti ribalte nazionali e internazionali. Il fatto non è certo inedito nella storia del nostro e di altri paesi. Ed in genere una tendenza autodistruttiva sembra scandire, ogni tanto, il percorso storico e mitologico dell'umanità. Da Caino e Abele, a Romolo e Remo, da Garibaldi e i Briganti, a Osama e Obama, per finire a Fini e Berlusconi, basta allineare alcuni personaggi-simbolo in un ideale museo delle cere, per constatare che certi rapporti sono sempre destinati prima o poi a esplodere. Come i meccanismi di un qualunque elettrodomestico, che la fabbrica stessa abbia costruito per durare un certo numero di mesi, o di anni, e non più.