Flavia Mantovan,indulgenza plenaria |
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Written by Carlo Valenti
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Giovane, bella donna, laureata con 110 e lode in economia e commercio, laurea gettata alle ortiche, da verde età sacerdotessa sull'altare dell'arte, con interviste e testi critici agli inizi e di seguito con opere su carta, tela, tavola a seconda degli umori, dei temi, delle disponibilità, della domanda, Flavia Mantovan, da anni ormai seguita dallo Studio S e presentata in varie occasioni in collettive ed anche in mostre ufficiali, tiene in galleria la sua prima personale a partire dal prossimo 20 dicembre . La mostra è il frutto di un lungo excursus sul tema della METAMORFOSI, che l'ha portata negli ultimi anni a lavorare ad un ciclo di opere in parte battezzate a New York ed esposte al Cairo, nella sede ufficiale della Biennale d'Arte del 2008, in parte al Centro Caprense di Edwin Cerio a Capri nel 2009, e sempre nel 2009 a Luxor, alla chiusura di un seminario internazionale sulla pittura cui ha partecipato quale unica artista italiana.
Le opere presentate sono tutte inedite, risultato di un cammino percorso da Flavia in parte per libera scelta, in parte per motivi casuali che l'hanno portata dal suo studio di Roma dapprima a Los Angeles dove l'occhio attento di un esteta ed eccezionale fotografo d'arte quale David LaChapelle l'ha immortalata in alcune sue composizioni monstre, quindi a NewYork grazie agli incontri con i maggiori esponenti dell'arte contemporanea negli Stati Uniti, galleristi famosi ed artisti privilegiati, ed ancora a Luxor a studiare geroglifici con un'egittologa arricchendosi di eredità millenarie nelle tombe di re e regine........In questo curriculum raccontato non si è parlato degli anni trascorsi a Santo Domingo, e dei numerosi viaggi e spostamenti che l'hanno accompagnata nel corso degli anni - tutti elementi che hanno contribuito a formarla, ma non a darle un'identità perché questa l'ha avuta, tutta sua, dagli inizi, e ben precisa.
Un amico pittore ha spiritosamente definito Flavia Mantovan una "corsara" della pittura, per questo suo essere fuori delle regole, e saltare da un lato all'altro della tolda di una nave che veleggia sulle onde inquiete di un mare di idee, sollecitazioni, motivazioni diverse, inquietudini, aspirazioni e concrete finalità. Flavia non ha di certo raggiunto la maturità artistica, per fortuna, che le resterebbe da fare altrimenti ?, le sue opere non sono raffinate elucubrazioni pittoriche, prodotti rifiniti, curati contenitori di immagini suadenti, sono talvolta rozze ma non rozzamente dipinte, accennate ma non superficiali, works in progress, tasselli di un racconto di vita ed esperienze vissute. Di certo però non sono banali, pongono interrogativi, incuriosiscono un attento lettore, fanno pensare che nella stiva si nasconda un tesoro destinato ad essere portato alla luce. Nel frattempo non ci resta che godere anche noi dell'indulgenza plenaria che l'arte concede a quanti oggi si avventurano nei suoi meandri per tentare di comprendere attraverso il suo filtro mediale la realtà che ci circonda, dove il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, il bene ed il male convivono. O sembrano convivere? E' la domanda che pone Flavia Mantovan. . La risposta al tempo. Non resta che attendere.
Carmine Siniscalco
Fino al 5 febbraio, galleria Studio S, via della Penna, 59 Tel. 0039 063612086
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Giovane, bella donna, laureata con 110 e lode in economia e commercio, laurea gettata alle ortiche, da verde età sacerdotessa sull'altare dell'arte, con interviste e testi critici agli inizi e di seguito con opere su carta, tela, tavola a seconda degli umori, dei temi, delle disponibilità, della domanda, Flavia Mantovan, da anni ormai seguita dallo Studio S e presentata in varie occasioni in collettive ed anche in mostre ufficiali, tiene in galleria la sua prima personale a partire dal prossimo 20 dicembre . La mostra è il frutto di un lungo excursus sul tema della METAMORFOSI, che l'ha portata negli ultimi anni a lavorare ad un ciclo di opere in parte battezzate a New York ed esposte al Cairo, nella sede ufficiale della Biennale d'Arte del 2008, in parte al Centro Caprense di Edwin Cerio a Capri nel 2009, e sempre nel 2009 a Luxor, alla chiusura di un seminario internazionale sulla pittura cui ha partecipato quale unica artista italiana.
Sensibile ed emotiva, ma decisa e testarda, quel che si dice una testa dura, indipendente per natura ma molto legata agli affetti tradizionali, non schiava di convenzioni ma rispettosa di alcuni valori fondamentali che la famiglia le ha trasmesso, senz'altro consapevole della facilità di approccio che la prestanza fisica le consente ma indifferente all'approccio facile, semplice nel modo di proporsi ma con una complessa interiorità quale un artista non può non avere per ragioni di DNA, altrimenti che artista è mai ?, non condizionata nelle sue scelte da interessi mediocri e pronta a mettersi in gioco di persona, fedele amica e (forse) amante, combinazione ben riuscita di interessi spirituali e valori materiali, Flavia Mantovan è sempre quella che appare, ma, attenzione, la metamorfosi le appartiene, è un aspetto della sua identità, non soltanto un termine utilizzato al fine di connotare un tema o un ciclo della sua pittura. E' contraddittoria nella sua linearità, quali i temi affrontati nelle tele di questa sua personale: il bene e il male, il bello e il brutto, il santo e il dannato, l'essere umano e l'animale, l'uomo e la natura, la fede e la scienza - una scorribanda pittorica tra il sacro ed il profano per la quale invoca l'indulgenza plenaria del titolo attribuito a questa raccolta di opere dedicate ad alcune icone della società oggi.