Poussin e Mosè |
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Written by Redazione
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Da giovedì 7 aprile a domenica 5 giugno 2011, l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta la mostra Poussin e Mosè. Dal disegno all'arazzo, in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts de Bordeaux, riunendo per la prima volta più di 40 opere tra arazzi, disegni, incisioni e dipinti del grande pittore francese Nicolas Poussin, dedicati alla vita di Mosè, e provenienti dai più prestigiosi musei britannici, italiani e francesi. A distanza di undici anni dall'ultima mostra, l'Accademia di Francia - di cui Poussin sarebbe dovuto diventare il primo direttore quando fu creata nel 1666 da Luigi XIV, ma la morte glielo impedì - rende nuovamente omaggio a uno dei sommi artisti franco-romani. La mostra vuole illustrare un aspetto particolare e inedito della sua opera, ma che ha influenzato le generazioni artistiche successive, rendendo ancora più esplicita l'unicità e l'attualità del suo talento.
Alcuni dei capolavori dell'arte del XVII secolo, saranno posti sotto una nuova luce rivelando quel processo di attuazione che ha portato alla composizione degli arazzi, sottolineando come soggetti analoghi o simili vengano incarnati ogni volta da Poussin in immagini differenti, a seconda del formato, della tecnica e della loro destinazione. La mostra - a cura di Éric de Chassey, direttore dell'Accademia di Francia a Roma, e di Annick Lemoine, incaricata del dipartimento di Storia dell'Arte, con la curatela scientifica di Marc Bayard, storico dell'arte, incaricato del dipartimento di Storia dell'Arte a Villa Medici dal 2004 al 2010 e di Arnauld Brejon de Lavergnée, direttore delle collezioni al Mobilier national di Parigi - vanta la collaborazione e il supporto delle più grandi istituzioni museali del mondo: il Mobilier national, la Bibliothèque nationale de France - dipartimento delle Stampe e della fotografia, il Musée du Louvre - dipartimento delle pitture, dipartimento degli Oggetti d'arte e dipartimento delle Arti grafiche, il Musée de Grenoble, l'Istituto Nazionale per la Grafica - Calcografia, The Ashmolean Museum - Oxford, il National Museum di Cardiff in collaborazione con la National Gallery di Londra.
Infatti, fortemente legato al rapporto tra una particolare immagine, una tecnica precisa (inchiostro su carta o pittura a olio su tela) e un formato adatto, Poussin ha sempre concepito le proprie composizioni per un ben determinato dispositivo. Così egli ha disegnato e dipinto, nel corso della sua carriera, una ventina di opere che trattano i momenti chiave della vita di Mosè, completandole a volte dopo diversi anni. L'importanza sia quantitativa che qualitativa di questo soggetto, tratto dal Vecchio Testamento era già percepita a suo tempo, infatti poco dopo la sua morte, il re ha voluto confermargli il ruolo di grande artista, con l'attuazione di alcune delle sue composizioni in arazzi, al fine di ricostruire una serie
Così la commissione di Louvois si delinea come una strategia politica al fine di creare un modello nazionale in una nazione in continua ricerca di una propria identità artistica senza dover più ricorrere al più noto esempio italiano. All'interno del dibattito presso l'Accademia di Pittura e Scultura, Poussin si impone come primo referente artistico francese. Benché molto anziano sarebbe stato designato per ricoprire il ruolo di primo direttore dell'Accademia di Francia a Roma, ma la sua morte glielo impedì. L'arte di Poussin diviene nota nella Parigi del 1630, in quanto le sue opere sono state acquisite da subito all'interno delle collezioni reali. Tuttavia, è soprattutto attraverso l'incisione, il mezzo di diffusione più comune dell'epoca, che l'arte di Poussin acquista maggiore notorietà.
Dal canto loro, le incisioni tratte dai dipinti, in un formato più piccolo rispetto a quello degli oli su tela, garantiscono così la promozione di quella scienza compositiva, tanto apprezzata in quel momento. E' grazie, infatti, alla trasmissione di questi diversi supporti e formati, che è giustificata l'ampia divulgazione del lavoro di studio dell'artista. Gli arazzi rappresentano invece un diverso ambito tecnico ed artistico. Si tratta dell'arte della grandezza e dei macchinari. Il formato molto grande, per il suo carattere di misura reale, vicino alle scenografie presenti a quel tempo, sposta l'opera in un altro campo: si passa, infatti, dal quadro da collezione, intimo e di contemplazione ravvicinata, ad una rappresentazione grandiosa e magnifica. Lo status dell'opera risulta così radicalmente mutato. Questo passaggio dalla disposizione al dispositivo segna la storia dell'arte: la questione del cambiamento di formato procede dal concetto di riproducibilità, senza che una reale amplificazione numerica, a causa del costo degli arazzi, faccia perdere all'opera il valore economico ed estetico proprio dell'opera d'arte.
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Da giovedì 7 aprile a domenica 5 giugno 2011, l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta la mostra Poussin e Mosè. Dal disegno all'arazzo, in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts de Bordeaux, riunendo per la prima volta più di 40 opere tra arazzi, disegni, incisioni e dipinti del grande pittore francese Nicolas Poussin, dedicati alla vita di Mosè, e provenienti dai più prestigiosi musei britannici, italiani e francesi.
L'ARTISTA E L'OPERA
Alla morte di Colbert nel 1683, il Soprintendente degli edifici del Re, Louvois, prende una decisione rivoluzionaria per il futuro della Manufacture des Gobelins. Egli decide di arrestare la creazione di arazzi del famoso artista Charles Le Brun (La storia del Re, I fatti di Alessandro) a favore delle nuove opere di Nicolas Poussin sulla storia di Mosè, che saranno presto acquisite dal re Luigi XIV per la sua collezione artistica. Agli otto quadri di Poussin commissionati dal Soprintendente, si aggiungono così le due composizioni di Charles Le Brun, sul tema del Rogo ardente e del Serpente di bronzo. In questo modo, tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII secolo, una serie "ideale" è stata creata all'interno della Manufacture des Gobelins.
Il governo del re, mentre durante tutto il XVII secolo aveva tentato di invitare artisti italiani, o inviare i propri giovani artisti in Italia, inizia ben presto ad approvare progetti artistici prettamente francesi che possono competere con personalità italiane ed europee. L'arte di Poussin viene imposta così come il modello artistico e teorico più richiesto, come dimostrano le opere di influenza romana a Parigi alla fine del secolo XVII. Così all'interno della disputa accademica tra l'utilizzo del disegno e quello del colore, l'arte di Poussin diviene il punto di riferimento senza eguali e la decisione di tessere in arazzi le sue opere nel XVIII secolo appare come una delle risposte proposte dalle autorità reali alla ricerca di modelli prettamente francesi.