Il fascino del consiglio "intimo" |
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 Se la biancheria si definisce intima, è anche per questo. E nell'era della globalizzazione dei gusti e dei consumi è sempre più raro trovare chi riesce a cogliere la giusta sfumatura adatta per ogni persona. Una filosofia che si sta perdendo, ma non ovunque. Per chi volesse scoprirlo, basta andare nella boutique Brighenti di via Borgognona, dove la signora Antonella e il marito Luigi non hanno alcuna intenzione di smettere di "resistere" all'ondata omologatrice. "Per me è una tradizione - dice Antonella Brighenti - i miei bisnonni, i miei nonni avevano un negozio di busti ortopedici e accessori di carattere medico a Padova. Poi i miei genitori si sono trasferiti a Roma e nel 1955 hanno aperto un negozio a via Frattina, che ancora gestiscono. Io sono cresciuta tra quei banchi, ho respirato quell'ambiente, e 30 anni dopo ho deciso di creare uno spazio mio. Certo più frivolo, più giovane, ma con la stessa voglia di mettersi al servizio dei clienti".  Tradizionale, eppure singolare. Fin dall'apertura. "Il nostro primo giorno di lavoro, nel marzo dell'85, fu imbiancato da un'incredibile nevicata che evidentemente ci ha portato fortuna - continua Antonella Brighenti - Abbiamo ormai da anni una clientela affezionata a cui cerchiamo di dare ogni giorno il consiglio personalizzato più giusto. Sia per quanto riguarda l'intimo che i costumi da bagno, infatti, l'importante è trovare ciò che sta meglio addosso al cliente, al di là della bellezza del capo. E poi si sa che ogni donna vuole apparire sempre nel pieno dello splendore: noi la aiutiamo semplicemente a farlo". Sempre con l'occhio dell'esperienza, e con la passione. "Non è semplice riuscire a trovare i capi adatti alla nostra filosofia. Lavoriamo moltissimo con i marchi francesi perché nel nostro settore sono all'avanguardia, e riescono molto spesso a combinare la vestibilità con la leggiadria. E tecnicamente sono superiori, per esempio nell'offerta di reggiseni con le coppe calibrate che molti altri non hanno". "Marchi come Dior, come Eres, che combinano la moda all'intimo e ai costumi - puntualizza il marito Luigi - i cui capi andiamo a scegliere direttamente a Parigi tre o quattro volte l'anno, cercando di farci portavoce del gusto delle nostre clienti. E siamo felici di aver inserito nel nostro catalogo anche Ermanno Scervino, stilista italiano che negli ultimi tempi sta realizzando cose molto interessanti".  Gusto che, certamente, negli anni si è evoluto. "Abbiamo sempre richieste molto particolari: ci sono le signore che cercano una sottoveste, un negligé, una camicia da notte per indossarle come abiti da sera - continua la signora Brighenti - Ma diciamo che siamo un po' abituati a questo, dal momento che molte sartorie da anni ci chiedono consigli sull'intimo da indossare sotto certi vestiti particolarmente audaci, o i costumisti di alcune trasmissioni Rai per gli abiti di scena. Non solo intimo, ma anche per esempio le coppe in silicone da applicare sul seno quando l'abito non permette di indossare sotto alcunché". "Prodotto che tra l'altro è stato protagonista di simpatici malintesi con alcuni clienti, maschi intendo, che vi ravvisavano qualcosa per aumentare le misure, piuttosto che per coprire - racconta il signor Marchioni - E comunque, è molto particolare il rapporto con gli uomini in un negozio come questo. Ci sono quelli che sanno tutto, forse anche troppo, e chi invece ancora si vergogna molto. Sotto Natale capita spesso, ormai più che a San Valentino, che pare sia diventata una festa per ristoratori e fiorai. C'è molto pudore a parlare di intimo, soprattutto se a servirli è una signora. E allora mi faccio avanti io, e si tranquillizzano".  Un settore che sembra resistere alla difficile situazione economica, anche se... "La crisi si sente, anche alla fonte - dice la signora Brighenti - Le case di moda, anche se ufficialmente lo negano, stanno investendo molto meno nella ricerca di prodotto, e nelle ultime collezioni questa cosa si nota. Per questo spesso diventa difficile trovare quel qualcosa di particolare in più per cui siamo famosi. D'altro canto capita spesso che i direttori di produzione dei vari brand passino da noi quando vengono a Roma per capire quali sono le tendenze. Per noi è un onore, ma ci aspettiamo qualcosa in più da loro, in termini di collezioni". E non solo per uscire dall'impasse- "Noi vogliamo mantenere un'immagine di boutique, quasi di gioielleria, più che di negozio - conclude Antonella Brighenti - Siamo nel cuore della città più bella del mondo, nel quartiere più bello. Siamo una sorta di monumento storico, di punto di riferimento in un contesto in cui molti negozi tradizionali lasciano il passo al monomarca. Ma il Tridente è tradizione. E noi contribuiremo a mantenerla".
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Intimo. Dal dizionario della lingua italiana: riservato, personale. Unico e diverso per ognuno di noi. E importante, anche se spesso resta nascosto agli occhi degli altri, e rivelato solo a chi si vuole.